Vacanze sulla neve in Trentino: i luoghi ideali per lo sci nordico

Una disciplina lo sci nordico che racchiude diverse specialità dallo sci di fondo allo sci escursionismo e che trova nel Trentino il luogo ideale per praticare questa affascinante disciplina. Nell’ambito delle vacanze sulla neve in Trentino è la disciplina che si sta ampiamente diffondendo anche grazie alle numerose strutture locali e alle manifestazioni più conosciute come la Marcialonga e la Coppa del mondo di combinata nordica. (altro…)

Settimana bianca in Trentino: splendida natura in Val di Fassa

La Val di Fassa vanta i più bei paesaggi del Nord Italia, l’ideale per trascorrere una settimana bianca in Trentino a stretto contatto con la natura.

La zona ha una struttura morfologica unica nel suo genere: si compone di un’ampia valle circondata su ogni lato da monti che offrono un colpo d’occhio imponente e spettacolare, soprattutto in occasione delle innevate invernali.

Il territorio abbraccia ben sette diversi comuni, ed è molto ricco di usanze popolari che richiamano la cultura ladina, di cui si conservano anche molte tradizioni linguistiche.

L’ospitalità ed il calore della gente è prerogativa della Val di Fassa, dove si trovano alberghi e strutture ricettive di ogni tipologia, ottime infrastrutture (strade, valichi ed impianti di risalita) e servizi di ogni genere.

Alta qualità anche negli impianti sportivi: la Val di Fassa abbraccia infatti il comprensorio sciistico Dolomiti Superski, uno dei più importanti d’Italia, che offre migliaia di chilometri di piste da sci.

Prenota l’hotel per un’indimenticabile settimana bianca in Trentino.

Vacanze di Pasqua in Val di Fassa

La Val di Fassa (in ladino Val de Fascia e in tedesco Fassatal) è una delle principali valli dolomitiche ed è situata nel Trentino nord-orientale.

Costituita da sette comuni, è attraversata per intero dal torrente Avisio, un affluente di sinistra del fiume Adige. La valle è circondata da alcuni dei più importanti massicci delle Dolomiti: i Monti Pallidi, la Marmolada, il Gruppo del Sella, il Sassolungo, il Gruppo del Catinaccio, ma anche da montagne a litologia non dolomitica quali il Buffaure e i Monzoni.

È l’unica valle trentina (assieme alle valli di Gardena e Badia in Alto Adige e alla valle di Livinallongo e parte della conca ampezzana in Veneto), dove tuttora si parla la lingua ladina (più precisamente il ladino dolomitico).

La Val di Fassa è collegata alle altre valli dolomitiche attraverso numerosi valichi: il Passo San Pellegrino collega Moena con la Valle del Biois (BL) il Passo di Costalunga connette Vigo con la Val d’Ega (Alto Adige), mentre da Canazei è possibile raggiungere Livinallongo (BL) tramite il Passo Pordoi e la Val Gardena (BZ) tramite il Passo Sella.

Le attività che si svolgono in valle sono legate principalmente al turismo, sia estivo che invernale. Le località sciistiche della valle fanno parte del consorzio Dolomiti Superski, il più esteso al mondo. Le ski aree della valle sono le seguenti:

* Catinaccio-Rosengarten, presso Vigo e Pera di Fassa.
* Buffaure, presso Pozza, collegata poi verso il Ciampac di Alba di Canazei.
* Belvedere/Col Rodella di Canazei/Campitello, di notevoli dimensioni, collegata con Val Gardena (BZ) e Arabba-Marmolada (BL). Da qui si può partecipare al giro del dolomitico Gruppo del Sella, chiamato Sellaronda.
* Tre Valli presso Moena e Passo San Pellegrino-Falcade(BL).

Per quanto riguarda il turismo estivo, è possibile utilizzare i mezzi di risalita invernali per raggiungere i punti di accesso più comodi per numerose escursioni, caratterizzate da laghi alpini, boschi e pareti rocciose.

Nella valle è molto forte la tradizione popolare, legata alla cultura ladina. In valle sono conosciute favole, leggende e racconti popolari legate ai maestosi monti che le fanno da contorno. A Vigo di Fassa, centro amministrativo della valle, hanno sede l’Istituto Culturale Ladino Majon di fascegn e il Museo Ladino. In ogni paese c’è una chiesa dall’architettura caratteristica della zona trentina e del vicino Alto Adige.

I comuni che ne fanno parte sono, da sud a nord, Moena, Soraga, Vigo di Fassa, Pozza di Fassa, Mazzin, Campitello di Fassa e Canazei.

La Val di Fassa, è una delle valli dolomitiche più belle d’Europa con centri famosi, quali Moena e Canazei. Una cornice d’incomparabile bellezza con montagne che per 360 giorni all’anno
sono ammirate, fotografate, dipinte da artisti di mezzo mondo. Famose per i loro straordinari colori all’alba e al tramonto, il Catinaccio, il Latemar, il Sassolungo, il gruppo del Monzoni e
poi ancora la Marmolada e il Sella, il Pordoi sono godibili sia in estate che ininverno grazie a strade, funivie e seggiovie all’avanguardia.

In questa vallata da 2000 anni vivono i Ladini, che hanno conservato la loro identità a tal punto da parlare in Ladino quando si trovano tra di loro. Negli ultimi 20 anni sono “cresciuti” alcuni
ristoranti con una cucina di qualità superiore alle altre aree del Trentino, salvo eccezioni isolate. La cittadina in cui si sviluppa per primo questo fenomeno è Moena, dove si forma all’inizio degli
anni ’90 un gruppo addirittura di 5 ristoranti, uniti per far conoscere la loro realtà. Arriviamo quindi in Val di Fassa con due scopi: approfondire questo “fenomeno gastronomico”, capire come
mai si è verifi cato e se è successo perché qui vivono i Ladini. Scegliamo come meta Moena e ci fermiamo all’Hotel Alle Alpi, un ambiente molto piacevole dove i proprietari, Patrizia e Maurizio, coccolano con mille attenzioni i loro clienti. Siamo fortunati, lo chef dell’hotel, Claudio Vanzo, oltre a realizzare una buona cucina, è il presidente di un’associazione culturale, sorta per valorizzare il passato
artistico dei Fassani. Claudio ci racconta molte cose sulla sua gente, sui libri editati per far conoscere il loro passato artistico e sulle opere di Valentino Rovisi, addirittura allievo del Tiepolo.

In seguito percorriamo tutta la vallata, da Moena a Canazei passando per Soraga, Vigo, Pozza, Campitello, con una deviazione verso il passo di San Pellegrino per salire al Fuciade, un luogo
fiabesco rimasto intatto nonostante il passare dei secoli
. Nel nostro percorso incontriamo persone interessanti comeFabio Chiocchetti, direttore del museo ladino di Vigo (merita una visita),
L’antica cucina dei Ladini L’alimentazione di una normale famiglia fassana prevedeva al mattino pane di
segale e latte o in alternativa patate, il tutto accompagnato da caffè d’orzo.
A pranzo si mangiava polenta con formaggio, con latte o con burro assieme a crauti verdi o rossi, la cena era a base di patate lesse e minestra di latte. La domenica rappresentava la grande giornata in cui la famiglia poteva variare la propria dieta con cibi “più ricchi”, quali la minestra d’orzo con pezzi di
carne di maiale che contribuivano a farla diventare un piatto veramente succulento per quei tempi. In alternativa si preparavano i ravioli con un ripieno dolce di pere o fi chi secchi i cajoncie da fighes, che, per il gusto particolare, ancora oggi incontrano il favore del pubblico nei ristoranti. Soprattutto nei periodi in cui si doveva mangiar di magro si preparavano i tortelloni ripieni di crauti, i “rufi ei”.

Va detto che i crauti, ottimi per questa dieta visto il contenuto di vitamina C, erano presenti quotidianamente nella cucina fassana, veramente povera e carente di vitamine, proteine e grassi; il
burro o lo strutto erano infatti utilizzati in modo parsimonioso perché servivano come moneta di scambio con il sale. Questa cucina molto povera veniva arricchita con semplici accorgimenti,
un piatto in particolare ci ha colpiti, la zuppa di farina bruciata, la “jufa”, preparata con acqua o latte e burro in cui quando si poteva, veniva aggiunto durante la cottura un osso fatto andare in padella, in modo da staccare i residui di carne rimasti attaccati e insaporire il piatto. I Fassani erano noti per la capacità di allevare, oltre agli ovini, il maiale utilizzandolo in ogni sua parte come in tutte le zone povere; con il maiale si produceva sia speck, che salsicce nella versione luganega tipica di tutto
il trentino. In un certo senso la Val di Fassa, producendo questi due salumi, si pone come punto d’incontro tra due culture, quella altoatesina dello speck e quella trentina della luganega. Con il 1800 diventa importante l’allevamento del bestiame e gli alpeggi si riempiono nei mesi estivi di vacche al pascolo.

La produzione dei formaggi diventa consuetudinaria quasi in ogni casa. La burrifi cazione rappresentava un momento importante in cui l’intera famiglia era in apprensione per una credenza diffusa, secondo cui la maledizione delle streghe o gli scherzi degli spiriti dei boschi potevano interrompere la trasformazione della panna in burro. Questo è il motivo perché sul contenitore in legno, in cui si versava la panna per essere agitata e ottenere il burro, detto Zangola, si intagliavano o si dipingevano simboli religiosi o legati alla natura, quali fi ori o uccellini. I Fassani erano noti anche per l’abilità nel cacciare. In taluni casi quando in famiglia esisteva un cacciatore abile, nel giorno di festa comparivano sulla tavola il capriolo o il cervo, cucinati con erbe aromatiche, per stemperare il gusto del selvatico. Nelle feste comandate si preparava il “bracel”, un ciambellone con il caratteristico buco al centro, a base di farina di frumento, burro e uva passa, dolce tradizionale che a Capodanno i figliocci ricevevano dai propri padrini.

Le tradizioni sono tante, l’ospitalità dei Fassani e dei Ladini è massima. Pasare la Pasqua Ladina in Val di Fassa è un’esperienza che si vuole ripetere. Molti Hotel e strutture ricettive di ogni livello, vi aspettano con pacchetti ad hoc e pranzi di Pasqua organizzati nel rispetto della tradizione popolare.

La Val di Fassa è bellezza, tradizione e fiducia. Venite a vederla con i vostri occhi.

Vacanze a Canazei: dal territorio ai piaceri della tavola

La cittadina più importante della Val di Fassa è Canazei (in ladino: Cianacei) un comune di 1.842 abitanti della provincia di Trento ed è situato all’estremità settentrionale della Val di Fassa, quasi al confine con le province di Bolzano a nord e Belluno ad est.

Situata fra importanti gruppi dolomitici, nel carosello sciistico Sella Ronda, il più grande dell’arco alpino, è circondata dalle vette dolomitiche del Collaccio, della Marmolada , del Gruppo del Sella e del Col Rodella. È una nota località per il turismo invernale (sci di discesa e scialpinismo) e il turismo estivo (escursionismo, alpinismo), grazie a piste di varie difficoltà, allo staff qualificato delle scuole di sci e all’accoglienza dei numerosissimi hotel presenti nella città.

Canazei è sede annuale di una prova del campionato mondiale di skyrunning, la Dolomites Skyrace. Il percorso prende avvio dal centro cittadino per procedere poi verso il Passo Pordoi (2.239 m); sale quindi al Sass Pordoi (2.829 m) per culminare al Piz Boè (3.152 m). Ritorno per la Val Lasties per tornare a Canazei. Il dislivello complessivo (in salita) è pari a 1687 m; la lunghezza del percorso è di 22 km.

Per i piccoli sciatori in erba c’è la Scuola di Sci Marmolada-Canazei offre agli ospiti il “Kinderland” il servizio di assistenza e asilo sci per tutti i bambini, con corso sci e pasti, in una moderna ed attrezzata struttura nel centro del paese, nelle immediate vicinanze degli impianti di risalita del Belvedere.

A Gries, da vedere la chiesetta della Madonna della Neve, risalente al 1595 dal caratteristico campanile a cipolla, reca sulla fiancata sud l’immagine di S. Cristoforo del 1700 attribuita a Valentino Rovisi, allievo del Tiepolo di Venezia. Il piccolo tempio gotico è stato restaurato nell’aspetto originale e riaperto al culto nel 1979. Nei pressi, di notevole interesse il vecchio nucleo di Magoa, tutt’ora abitato, quasi interamente costruito in legno e risalente agli inizi del 1600. Sempre a Gries si trova la parrocchiale di Canazei dedicata al Sacro Cuore e costruita durante il secondo conflitto mondiale. Risale invece al 1500 la chiesetta di S. Floriano, protettore contro gli incendi. La chiesetta è stata restaurata recentemente. Nella frazione di Alba, da vedere la chiesa parrocchiale è dedicata a S. Antonio.

Nella frazione di Penia,(il nome deriva dall’aggettivo latino “pendivus” = inclinato e quindi abitato su terreno pendente) situata alle due sponde del rio di Dolèda, segnaliamo la chiesa dei S.S. Sebastiano e Rocco, consacrata nel 1562. L’edificio è in stile gotico con campanile a cipolla: di stile rinascimentale sono i due altari dipinti a “finto marmo”.

Non solo cultura o natura a Canazei, ma tanta gastronomia tipica della Val di Fassa che prevede i famosi canederli: in origine piatto della cucina austriaca e successivamente elaborati per essere adattati ai gusti locali. I canederli, di formaggio, speck o fegato, possono essere consumati sia brodo che asciutti, conditi con burro fuso e formaggio grattuggiato. Possono essere accompagnati da crauti, spezzatino o gulasch. Un altro piatto tipico é la polenta, servita spesso con spezzatino di carne o selvaggina, lucaniche, funghi, formaggio fuso. Altri piatti tipici locali sono: le zuppe d’orzo, gli strangolapreti (gnocchetti con spinaci), spätzle (anche questi sono dei gnocchetti di grano saraceno), risotto all’ortica, selvaggina, in particolare capriolo o cervo, stinco di maiale e trota locale. Tra i dolci ricordiamo lo strudel di mele, lo jogurt con frutti di bosco ed altri due tipici dolci: le “Fortaies” ed i “Ciaroncié. Non esiste un vino tipico della Val di Fassa, ma si gustano i numerosi vini tipici della regione.

Si dice:”vedi Canazei e ci ritorni ogni anno”. Che ne dite?

In viaggio a Campitello di Fassa

Campitello di Fassa (in ladino: Ciampedel) è un comune di 740 abitanti della provincia di Trento. È uno dei 18 comuni che formano la Ladinia. L’origine ladina si deduce dal toponimo che è un diminutivo derivante dal latino campus (campo).

È una classica località di montagna sviluppatasi di recente grazie al turismo, sul preesistente e storico insediamento dedito per secoli all’attività agricola e pastorale. Numerosi alberghi vi accoglieranno per le vostre vacanze sulle Dolomiti sia invernali che estive.

L’abitato di Campitello è dominato dall’imponente mole del Sassolungo e dal Col Rodella (2404 m.), da dove si ammira uno dei più suggestivi paesaggi dell’arco dolomitico e la cui cima è raggiungibile direttamente dal paese con una veloce e capiente funivia. Per la settimana bianca in Trentino si possono scegliere le più svariate possibilità sciistiche offerte dal carosello sciistico Col Rodella/Belvedere, servito da impianti all’avanguardia nonché da un sistema avanzatissimo di innevamento artificiale che garantisce massima sciabilità fin dall’inizio della stagione. Da qui si possono raggiungere in pochi minuti gli impianti e le piste che dal Passo Sella portano verso la Val Gardena ed il circuito del Sellaronda, mentre d’estate è punto di partenza per una miriade di passeggiate ed escursioni che conducono verso il gruppo del Sassolungo, il Sasso Piatto e l’altipiano dello Sciliar.

Vicino alla stazione a valle della funivia, in località Ischia, immerso nel verde della bellissima passeggiata che collega Campitello a Canazei, si è sviluppato negli ultimi anni un moderno ed attrezzato centro sportivo dotato tra l’altro di una struttura permanente per l’arrampicata, piastra per l’hockey in-line, campo da basket, calcetto, tennis, campo pratica per il golf, nonché campo di atterraggio per gli appassionati di parapendio e del deltaplano, che di questa località hanno fatto un loro ritrovo internazionale. Come in altri paesi della valle, il centro storico è situato in una posizione molto più in alta rispetto all’Avisio, forse per la presenza di antichi canneti presso il letto del torrente.

La Val di Fassa è meta estiva ed invernale per numerosissimi turisti da tutta Italia e da tutto il mondo.

Descriveteci le vostre esperienze in questa bellissima e suggestiva valle.