Vacanze Estate 2011

Fate Fatica a Studiare? non riuscite più a rimanere incollati alla sedia del vostro ufficio?

Niente di grave, sta arrivando l’estate e con Lei, le belle giornate. Chi come me ama la montagna non vedrà l’ora di scappare dalla città per rifugiarsi in una bella Baita, per una Vacanza in Montagna, immersa nel verde, distante dal Caos della città. L’Italia può  vantare sicuramente uno dei più affascinanti e variegati paesaggi Naturali, dalle Dolomiti, patrimonio dell’Unesco,  all’ appennino, dove appassionati di Trekking, Escursioni, Freeclimbing,  potranno praticare le loro passioni durante le Vacanze  2001. Le possibilità sono davvero molte, per chi preferisce vivere la Montagna in pieno relax è sicuramente consigliabile una Vacanza in uno dei tanti Centri Benessere del Trentino, sicuramente forniti di tutti i comfort per una vacanze estiva all’insegna del Benessere. Ma non voglio dimenticare tutti coloro che, chini sulla scrivania, si stanno immaginando distesi su qualche spiaggia a godersi una meritata vacanza al mare.

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Vacanze estive in montagna a Nocera Umbra

Nocera Umbra è una ridente località montana della provincia di Perugia.

Fu un insediamento di origine umbra Noukria, fondata dai Camers (Camerinesi) a 109 miglia da Roma e vicina alla catena degli Appennini Nocerini. La località si sviluppò prevalentemente in età romana (col nome di Nuceria Camellaria), grazie alla sua ubicazione lungo la Via Flaminia, proprio dove si diramava un ramo della Flaminia, che attraversati Dubios e Prolaqueum proseguiva per Ancona. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, nell’elenco dei Popoli Umbri cita i “Nucerini cognomine Favonienses et Camellani”, (i Nocerini chiamati Favoniensi e Camellani), i primi (Favoniensi) avrebbero abitanto nella vicina località oggi chiamata Pievefanonica, mentre un gruppo di Camellani si sarebbero trasferiti vicino ad Arcevia nel Piceno.

Nel V secolo fu sede di diocesi e prima del sec. X inglobò anche il vastissimo territorio già delle antiche città di Tadinum, Plestia e Sentinum. Il primo saccheggio, se non una vera e propria distruzione, come dice lo storico Jordanes, si ebbe al passagio dei circa 100.000 Goti di Alarico, diretti verso Roma (che presero nel 410). Occupata nel 571 dai Longobardi, data la sua importanza strategica,divenne sede del Gastaldo, (uno dei 10 del Ducato di Spoleto, con un’autorità simile al prefetto di provincia attuale) che aveva responsabilità militari,amministrative e giudiziarie, coadiuvato da alcuni Sculdasci dislocati nel vasto territorio. Già dalla prima invasione longobarda fu sede anche di una Arimannia, formata da famiglie di guerrieri nobili e molto ricchi dei quali alla fine dell’800 è stata trovata una vasta necropoli. Con i Franchi, divenne contea dell’estremo nord-ovest del Ducato di Spoleto, zona di confine con le terre dipendenti dall’Esarcato Bizantino di Ravenna.La città alto medioevale, chiusa nelle sue mura inaccessibili e con la sua rocca inespugnabile in cima, circondata di torri, aveva circa tremila abitanti.
Nocera Umbra è una ridente località montana della provincia di Perugia.

L’intera vastissima diocesi(1500 km²) intorno ai diecimila abitanti.

Fu presa e incendiata da Federico II, imperatore del Sacro Romano Impero, nel 1248, per il suo essere di parte guelfa e per via di una ribellione.

Ricostruita, fu prima sotto il governo dei Trinci di Foligno e poi, dalla metà del XV secolo, pur avendo un proprio governatore, fece parte dello Stato della Chiesa fino all’Unità d’Italia, nel 1860.

Nel settembre 1997, gli eventi sismici del terremoto con epicentro a Colfiorito, tra Umbria e Marche, ha reso completamente inabitabile l’antico centro storico, di cui solo una piccola parte è stata restituita all’agibilità.

Caratteristica città medioevale e famosa per la bontà delle acque del suo territorio, portate nel ‘600 fino a Costantinopoli, è dominata dalla grande torre, detta il Campanaccio, unico resto della robusta rocca dei suoi Gastaldi, poi dei suoi Conti.

Dell’antica cattedrale, inglobata nella fortezza, resta solo il portale del sec. X. Di grande importanza è la chiesa di San Francesco, romanico-gotica del XIV secolo, non solo per gli affreschi di Matteo da Gualdo, ma anche perché è sede della Pinacoteca comunale, con opere dell’Alunno, del Maestro di San Francesco e della scuola del Cimabue. Nel museo sono custoditi anche reperti di epoca romana, tra cui un miliario della via Flaminia per Ancona, un ritratto femminile, frammenti di mosaico, un cippo del III secolo e alcune parti del monumento funebre, ornato a suo tempo di quattro iscrizioni greche, del vescovo Varino Favorino da Camerino, famoso grecista che ha pubblicato uno dei primi dizionari della lingua greca ed è stato maestro di greco alla corte dei Medici a Firenze per i futuri papi Leone X e Clemente VII e tenne anche la cattedra di Greco nella Università di Roma.

Nel museo dell’Alto medioevo, all’Eur di Roma, sono conservati importanti reperti trovati a fine ‘800 in quasi duecento tombe longobarde, del VI e VII secolo, dell’arimannia stanziata nel territorio di Nocera.

Tanti hotel a Nocera Umbra e tanti servizi per il turista appassionato di passeggiate all’aria aperta.

La vacanze a Nocera Umbra sono bellissime, tra relax e divertimento. Se volete una vacanza in montagna diversa ma piena di avventure, correte a prenotare un albergo a Nocera Umbra.

La montagna Umbra vi attende numerosi

Vacanza a San Martino di Castrozza, tra neve e leggenda

San Martino di Castrozza possiede il fascino di una vera e propria ‘capitale alpina’.
Il paese, adagiato in un’ampia conca di prati e circondato da fitti boschi di conifere, è sovrastato dalle Pale di San Martino, un gruppo di vette dolomitiche che ha alimentato mille leggende. In inverno, quando cade la neve, sembra un territorio ricoperto di zucchero filato.

San Martino è adagiato in una verde conca prativa, a 1450 m s.l.m, circondato dal Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino. Dal paese sono visibile numerose vette dolomitiche: il Cimon della Pala, la Vezzana (visibile dalla zona del Passo Rolle o dall’altipiano delle Pale), il Rosetta, il Sass Maor, le cime Val di Roda, la Cima della Madonna, e dall’altra l’accavallamento più dolce della Cavallazza e le cime in porfido del Colbricon e del Colbricon piccolo. Dal paese è anche visibile il gruppo delle vette Feltrine, con la caratteristica cima a sagoma piramidale del monte Pavione.

La vacanza a San Martino d’inverno è una festa di tradizioni, divertimento, sci, ciaspolate, nordic walking, cene in baita, skitours e chi più ne ha più ne metta.
Nei pressi del paese si trovano gli impianti di risalita che danno accesso ai 45 km di piste del Carosello della Malghe e del Colverde. Tante piste da sci di fondo permettono una grande scelta per gli sciatori.

Il Carosello delle Malghe

Il carosello si estende dall’Alpe Tognola a Malga Ces, includendo Cima Tognola, Val Cigolera e Punta Ces. Con 45 km di piste tra i 1404 e i 2357 metri slm, si sviluppano su pendii con esposizioni varie, garantendo così condizioni ottimali di neve e sole dal primo mattino fino a pomeriggio inoltrato.
I diversi tracciati, sempre ben battuti e innevati, costituiscono un circuito di piste interessante e divertente: dalle difficili Direttissima, Tognola e Kristiania alle molte rosse (tra cui Colbricon, Tognola3, Sole, Cima Tognola, Rekord), dalle piste più turistiche (Scandola, Conca, Valboneta, Bellaria, solo per nominarne alcune) ai campi scuola per i principianti.

Colverde

Sul lato orientale dell’abitato di San Martino parte la cabinovia Colverde, che giunge fino ai piedi della cima Rosetta.
Da Colverde scendono fino in paese due piste facili ma abbastanza lunghe, dotate di innevamento programmato e di illuminazione per lo sci notturno.

Prà delle Nasse

Il campo scuola dove tutti a San Martino hanno imparato a sciare! Contiguo al paese, è comodissimo da raggiungere, ora anche con un servizio di skibus gratuito.
Servite da un doppio skilift, le due ampie piste sono l’ideale per le prime lezioni di sci, in particolare per i bambini.
La Scuola Sci ha attrezzato un angolo riservato ai bambini, con giochi, tunnel, ostacoli e personaggi dei cartoni animati, per avvicinare gradualmente i più piccoli allo sci.

Il centro fondo
In posizione facilmente raggiungibile dal paese, con tre percorsi per un totale di 9 km: una pista facile ed una di media lunghezza e difficoltà si snodano sul pianoro soleggiato di Prà delle Nasse, una pista più difficile si inoltra nel fitto bosco di abeti oltre il Rio Valcigolera.
Accesso alla pista a pagamento. Disponibilità di spogliatoi, deposito sci e noleggio attrezzatura, punto di recapito dei maestri di sci.

Quante attività e quanta scelta a San Martino di Castrozza, vero?

Vacanze a Cavalese, capoluogo della Val di Fiemme

Cavalese, capoluogo della Val di Fiemme con oltre 3.900 abitanti, si estende su un terrazzo fluvio-glaciale in leggero pendio nel punto di maggiore estensione della Val di Fiemme. Sede dei principali servizi mandamentali e degli uffici di valle, esso offre all’ospite invernale numerose occasioni di fare sport: dagli impianti di risalita nell’area sciistica dell’ Alpe Cermìs, alla pratica dello sci di fondo nel fondovalle e al Passo Lavazè, senza tralasciare gli incantevoli panorami che si possono ammirare seguendo diversi itinerari con le racchette da neve ai piedi.

Non mancano altre proposte sportive e di divertimento, oltre ad appuntamenti di carattere culturale e mondano. Questo grazie ad una vasta offerte degli alberghi della valle.

L’abitato si sviluppò nel XII secolo sulle rive del torrente Gambis. Qui sorsero mulini, centri per la lavorazione del ferro e del rame, per la tintura dei tessuti, concerie e segherie. Cavalese divenne presto la capitale politica, religiosa ed economica della valle. Fu residenza estiva dei principi vescovi di Trento del XVI secolo e dal 1850 è sede della Magnifica Comunità di Fiemme.

Abitata da funzionari vescovili e da molte famiglie benestanti, Cavalese vide tra il Quattrocento e il Seicento, la costruzione di palazzi signorili adornati da affreschi sacri, fregi e decorazioni che tuttora caratterizzano la cittadina. La Villa, che coincide con la parte più elevata di Cavalese, conserva l’antico assetto urbanistico: numerosi sono gli edifici con elementi decorativo-architettonici medioevali.

Il convento dei Francescani e la chiesa di San Vigilio rappresentano un complesso di notevole interesse artistico. Nella chiesa si possono ammirare altari lignei secenteschi, statue in legno dipinto e opere dell’artista Antonio Longo.

Le vostre vacanze in montagna, sulla neve di Cavalese saranno originali e piene di avventura!

Che dite di fare un salto?

San Candido tra le sculture di ghiaccio

San Candido (in tedesco Innichen) è un comune di 3.136 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano, nell’Alta Pusteria. Un paese classico di montagna, talmente bello che con la neve sembra un presepe.

La sua popolazione si è dichiarata in maggioranza di madrelingua tedesca e da quelle parti tutti lo parlano molto più dell’italiano.

San Candido è situato al di là dello spartiacque alpino, poiché attraversato dal fiume Drava, immissario del Danubio. San Candido e la vicina Sesto sono quindi tra i pochi comuni italiani non facenti parte dell’Italia in senso geografico perché appartenenti al bacino idrografico del Danubio.
Il successivo sviluppo è stato prevalentemente turistico: quello invernale legato alle piste di sci dei Baranci e del Monte Elmo e lo sci da fondo con piste per Sesto e Dobbiaco, e da lì a Cortina e a Monguelfo (val Cassies) e Valdaora (Anterselva). In questa valle ogni anno tantissimi turisti passano le migliori vacanze invernali.

L’attività economica è stata vivacizzata dalla presenza e dalla crescita di Senfter, azienda leader a livello mondiale per la produzione di speck. Quest’ultima realtà oggi multinazionale con filiali e siti produttivi sparsi per il mondo, era fino agli anni cinquanta poco più della classica macelleria a gestione familiare nella piazza principale del paese.

Nel gennaio 2009, nelle località altoatesine di San Candido e San Vigilio, 30 artisti provenienti da tutto il mondo daranno vita al 19° Festival Internazionale delle sculture in neve. Gli attrezzi: filo spinato, seghe e palette. L’equipaggiamento: stivali di gomma, paraorecchie e guanti. Questo sarà il necessario per far divertire e sbalordire i turisti e non solo.

Imponenti nella gelida brezza invernale, bizzarre nelle penombre della sera; così si ripresenteranno nuovamente nel prossimo inverno, a dar lustro e sfoggio ai paesi ammantati di neve. Stiamo parlando delle fantasiose opere artistiche nel più freddo e originale dei materiali che vedranno la luce in occasione dell’ormai tradizionale festival delle sculture in neve di San Candido e San Vigilio.

La forma rappresentativa è tanto semplice quanto attrattiva per gli spettatori: negli angoli più suggestivi di entrambe le località verranno approntati dei giganteschi cubi (3x3x3 m) di neve pressata e ghiacciata con acqua.

Su questi cubi i 10 gruppi partecipanti daranno libero sfogo alla loro creatività e fantasia realizzando sculture uniche nel loro genere. L’acqua, che grazie alle rigide temperature invernali ghiaccia in un attimo, è l’unico elemento sul quale gli artisti potranno contare per plasmare le sculture con i loro attrezzi.

Le opere d’arte dovranno essere completate entro i tre giorni previsti. Dopodichè toccherà ai turisti ospiti delle due località ed agli abitanti valutarne i pregi e scegliere le migliori.

Il Festival si terrà dall´14 al 16 gennaio 2009 a San Candido e dal 19 al 21 gennaio 2009 a San Vigilio. Le sculture in ghiaccio, che potranno essere ammirate anche di sera grazie all’impianto d´illuminazione espressamente previsto, rimarranno al loro posto fino a quando, con l’approssimarsi della primavera, non si scioglieranno.

Che aspettate, tenetevi liberi per quei giorni e visitate le bellezze della Val Pusteria.

Vacanze a Cervinia, vivere la Valle D’Aosta

La Valle d’Aosta. Uno spazio infinitamente bianco che inizia a 1.524 metri, a Valtournenche, abbraccia Breuil-Cervinia sale ai 3.480 di Plateau Rosà, sfiora i 4.000 al Piccolo Cervino, si arrampica a 4.478 sulla vetta del Cervino. Uno spazio che continua infinitamente bianco sul versante alpino della Svizzera fino a Zermatt. Un comprensorio dove la neve è scenario di sport, vacanza e divertimento.

La vocazione turistica di Breuil-Cervinia Valtournenche nasce più di duecento anni fa. Alpinisti e studiosi furono i pionieri di un turismo che univa sport, ricerca scientifica e villeggiatura intellettuale.
Nel 1936 nasce una nuova Breuil-Cervinia. La costruzione della prima funivia è un’opera ingegneristica d’avanguardia. L’albergo Gran Baita, con annessa la stazione di partenza della funivia, situato ai piedi delle piste, anticipa di oltre mezzo secolo il concetto di struttura integrata per lo sci. Breuil-Cervinia diventa la Regina della neve. Dallo sport al cinema, dalla politica alla finanza, chi conta si dà appuntamento qui.

Innovazione a Breuil-Cervinia Valtournenche è la parola chiave. Nuovi modi di fare sport, nuovi modi di godersi la vacanza, nuovi servizi per regalare tempo al piacere.
L’alta tecnologia non è data solo da impianti di risalita molto veloci, ma anche dal cablaggio del territorio con fibre ottiche, che consente di avere informazioni in tempo reale. Le dimensioni spazio e tempo cambiano grazie all’e-skipass, alla Key Card, alle prenotazioni alberghiere via internet. Per sapere quali hotel o qualsiasi struttura sia in gradi di ospitarvi, consultate www.informavacanze.it.

A Breuil-Cervinia Valtournenche la collaborazione fra tutti gli operatori e d albergatori del comprensorio è finalizzato ad offrire ad ogni ospite nuove soluzioni sempre all’avanguardia ed alti livelli di qualità, degli alberghi di grande attrattiva, con servizi di prima categoria.

Lanciarsi con gli sci, scivolare con lo snowboard, inanellare circuiti di fondo. L’emozione cresce con l’heliski, insieme a una guida alpina, con le pelli di foca o con le racchette da neve. Entusiasmanti le vie di arrampicata e le cascate di ghiaccio.

Vediamo nelle descrizioni quali sono le discipline che si possono praticare in inverno in questa valle:

KITESKI.

Simile all’aquilone da trazione che i surfer usano tra le onde del mare per fare kite-surf. Ecco, ora lo troviamo anche in montagna. Con gli sci ai piedi e questo speciale aquilone sulle spalle si potrà spiccare il volo, con salti da urlo e un’esperienza mai provata, sospesi tra cielo e terra.

AIRBOARD.

In questo caso l’aria si trasforma in divertimento: in pista o meglio ancora in fuoripista, in solitaria o in gruppo con gli amici, questo cuscinone assicura salti esaltanti, atterraggi sempre morbidi e risate in abbondanza. Facile da controllare, irresistibile da provare. E il divertimento continua con la risalita in motoslitta!

HELISKI.

Volare in elicottero in cima alla montagna per raggiungere cime incontaminate, respirare aria purissima e godersi un panorama mozzafiato. Non è un sogno, è l’Heliski di Cervinia. E poi l’emozione continua con una sciata indimenticabile in compagnia di guide esperte, per vivere un’esperienza unica in tutta sicurezza.

SNOW-BIKE DA NON PERDERE.

Il divertimento della mountain-bike, l’emozione della neve e poi lo spettacolo della notte. Puoi vivere tutto questo in una sola escursione di snow-bike: da Champlève a Cheneil attraversando un bosco suggestivo, poi cena tradizionale in compagnia e rientro in notturna.
L’iscrizione comprende: mountain-bike, maestro, lampada frontale e cena.

Un divertimento da paura! Vorreste provarli, no?