Nocera Umbra è una ridente località montana della provincia di Perugia.

Fu un insediamento di origine umbra Noukria, fondata dai Camers (Camerinesi) a 109 miglia da Roma e vicina alla catena degli Appennini Nocerini. La località si sviluppò prevalentemente in età romana (col nome di Nuceria Camellaria), grazie alla sua ubicazione lungo la Via Flaminia, proprio dove si diramava un ramo della Flaminia, che attraversati Dubios e Prolaqueum proseguiva per Ancona. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, nell’elenco dei Popoli Umbri cita i “Nucerini cognomine Favonienses et Camellani”, (i Nocerini chiamati Favoniensi e Camellani), i primi (Favoniensi) avrebbero abitanto nella vicina località oggi chiamata Pievefanonica, mentre un gruppo di Camellani si sarebbero trasferiti vicino ad Arcevia nel Piceno.

Nel V secolo fu sede di diocesi e prima del sec. X inglobò anche il vastissimo territorio già delle antiche città di Tadinum, Plestia e Sentinum. Il primo saccheggio, se non una vera e propria distruzione, come dice lo storico Jordanes, si ebbe al passagio dei circa 100.000 Goti di Alarico, diretti verso Roma (che presero nel 410). Occupata nel 571 dai Longobardi, data la sua importanza strategica,divenne sede del Gastaldo, (uno dei 10 del Ducato di Spoleto, con un’autorità simile al prefetto di provincia attuale) che aveva responsabilità militari,amministrative e giudiziarie, coadiuvato da alcuni Sculdasci dislocati nel vasto territorio. Già dalla prima invasione longobarda fu sede anche di una Arimannia, formata da famiglie di guerrieri nobili e molto ricchi dei quali alla fine dell’800 è stata trovata una vasta necropoli. Con i Franchi, divenne contea dell’estremo nord-ovest del Ducato di Spoleto, zona di confine con le terre dipendenti dall’Esarcato Bizantino di Ravenna.La città alto medioevale, chiusa nelle sue mura inaccessibili e con la sua rocca inespugnabile in cima, circondata di torri, aveva circa tremila abitanti.
Nocera Umbra è una ridente località montana della provincia di Perugia.

L’intera vastissima diocesi(1500 km²) intorno ai diecimila abitanti.

Fu presa e incendiata da Federico II, imperatore del Sacro Romano Impero, nel 1248, per il suo essere di parte guelfa e per via di una ribellione.

Ricostruita, fu prima sotto il governo dei Trinci di Foligno e poi, dalla metà del XV secolo, pur avendo un proprio governatore, fece parte dello Stato della Chiesa fino all’Unità d’Italia, nel 1860.

Nel settembre 1997, gli eventi sismici del terremoto con epicentro a Colfiorito, tra Umbria e Marche, ha reso completamente inabitabile l’antico centro storico, di cui solo una piccola parte è stata restituita all’agibilità.

Caratteristica città medioevale e famosa per la bontà delle acque del suo territorio, portate nel ‘600 fino a Costantinopoli, è dominata dalla grande torre, detta il Campanaccio, unico resto della robusta rocca dei suoi Gastaldi, poi dei suoi Conti.

Dell’antica cattedrale, inglobata nella fortezza, resta solo il portale del sec. X. Di grande importanza è la chiesa di San Francesco, romanico-gotica del XIV secolo, non solo per gli affreschi di Matteo da Gualdo, ma anche perché è sede della Pinacoteca comunale, con opere dell’Alunno, del Maestro di San Francesco e della scuola del Cimabue. Nel museo sono custoditi anche reperti di epoca romana, tra cui un miliario della via Flaminia per Ancona, un ritratto femminile, frammenti di mosaico, un cippo del III secolo e alcune parti del monumento funebre, ornato a suo tempo di quattro iscrizioni greche, del vescovo Varino Favorino da Camerino, famoso grecista che ha pubblicato uno dei primi dizionari della lingua greca ed è stato maestro di greco alla corte dei Medici a Firenze per i futuri papi Leone X e Clemente VII e tenne anche la cattedra di Greco nella Università di Roma.

Nel museo dell’Alto medioevo, all’Eur di Roma, sono conservati importanti reperti trovati a fine ‘800 in quasi duecento tombe longobarde, del VI e VII secolo, dell’arimannia stanziata nel territorio di Nocera.

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