Rapallo (Rapàllu in ligure) è un comune italiano di 30.434 abitanti della provincia di Genova in Liguria, distante dal capoluogo circa 30 km.

È il sesto comune della Liguria per numero di abitanti – preceduto da Genova, La Spezia, Savona, Sanremo e Imperia – e il primo nel comprensorio del Tigullio.

Per tradizione, vi sono tre diverse modalità di indicare gli abitanti della città: i rapallini (in dialetto genovese rapallin) coloro che sono nativi di Rapallo o rapallesi coloro che semplicemente risiedono nella città ligure. Un’ulteriore appellativo è la dicitura ruentini, usato più raramente nel gergo locale.

Rapallo si trova nella parte occidentale del Golfo del Tigullio, incastonata nel golfo che prende il suo nome, tra la piana dei due principali torrenti quali il Boate – chiamato storicamente Bogo – e il San Francesco nella parte orientale della città. Il territorio comunale è attraversato da numerosi corsi d’acqua e rii minori dove, nei secoli, si sono sviluppati i primi nuclei abitativi corrispondenti alle odierne frazioni rapallesi.

L’estensione della città si sviluppa soprattutto nel suo immediato entroterra, dominato da zone prevalentemente pianeggianti e collinari, dovuto al grande sviluppo urbanistico nell’immediato dopoguerra.

Alla città è stata conferita nel 2007 la Bandiera Blu per la qualità dei servizi del porto turistico (Porto Carlo Riva).

Nei secoli scorsi le chiese e le loro parrocchie hanno certamente contribuito allo sviluppo non solo religioso, ma anche a formare piccole comunità guidate dalle figure principali dei vari parroci. Di fatti da come si apprende nei vari documenti storici, soprattutto riguardanti al primo millennio, i singoli abitanti ricercavano nella propria chiesa o parrocchia una sorta di guida spirituale e morale che li guidasse nella loro vita quotidiana.

Quasi tutte le frazioni sono guidate da una propria parrocchia autonoma, distaccate da quella centrale rapallese. Il quartiere di Sant’Anna nonostante sia parte integrante della città ruentina è parrocchia autonoma a seguito della numerosa popolazione abitante nel quartiere. Attualmente si sta provvedendo alla costruzione di una nuova chiesa dedicata alla santa patrona del quartiere, dopo una lunga richiesta durata quasi trent’anni. Altre chiese sono state costruite in epoca molto più moderna, come la chiesa di San Gerolamo Emiliani (costruita intorno agli anni sessanta) o la chiesa di San Giovanni Battista nel quartiere cittadino di Via Betti.

Il Santuario di Montallegro

Costruito su un colle a 612 metri sul livello del mare dopo l’apparizione della Madonna al contadino Giovanni Chichizola il 2 luglio del 1557, il santuario di Nostra Signora di Montallegro è considerato uno dei principali santuari mariani della Liguria. Patrona di Rapallo e del suo antico Capitaneato dal 1739, nonché compatrona della diocesi di Chiavari assieme a Nostra Signora dell’Orto di Chiavari, il santuario è meta di pellegrinaggio soprattutto in occasione delle annuali festività patronali, celebrate nei primi tre giorni di luglio. Edificato nel 1558 con fondi degli stessi abitanti rapallesi sul luogo dell’apparizione mariana, la struttura fu notevolmente trasformata nel corso dei secoli XVII e XIX. L’odierna facciata, dell’architetto Luigi Rovelli, è del 1896.

Basilica si S.S Gervasio e Protasio

Situata nell’immediato centro storico rapallese, l’attuale chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio fu ricostruita tra il XVII e XVIII secolo in sostituzione di un precedente edificio di culto medievale. Secondo una targa commemorativa presente nella basilica stessa l’intitolazione ai due Santi potrebbe essere risalente al 1118, con bolla pontificia di papa Gelasio II, anche se su tale data gli storici non abbiano mai trovato di fatto una fonte certa. Anticamente la sua giurisdizione parrocchiale si estendeva dal borgo di Portofino fino all’abitato di Rovereto (oggi diviso in due frazioni distinte nei comuni di Zoagli e Chiavari), ma ancora oggi la sua parrocchia, dopo le successive divisioni territoriali, è considerata la più numerosa della diocesi di Chiavari con circa 18.000 abitanti. L’attiguo e alto campanile, pendente, è del 1753.

I Borghi e le Torri

Anticamente il borgo di Rapallo, cuore del centro storico e sede delle più importanti attività artigianali e istituzionali, era racchiuso nel periodo medievale da una cinta muraria e cinque porte garantivano il passaggio obbligato per accedervi. Proprio un decreto del Senato della Repubblica di Genova, datato al 12 febbraio del 1629, decretava l’allora Comune di Rapallo come “borgo murato”. Studi più approfonditi, tra i quali quelli dello storico Arturo Ferretto, hanno evidenziato che in realtà il senato genovese decretò Rapallo cinto non da mura, di cui non esistono ad oggi tracce tangibili, ma bensì dalle alte case e dalle vie strette – i tipici caruggi liguri – che proprio per la loro conformazione urbana garantivano una sorta di cittadella murata. Già nel XV secolo l’umanista e cancelliere della Repubblica, Jacopo Bracelli, descrisse il borgo rapallese Burgum et terra sine muro tutissima propter passus strictos territorii.

Per accedere al borgo bisognava oltrepassare cinque porte: la “Porta Occidentale” o “degli orti” – situata nei pressi tra la basilica dei Santi Gervasio e Protasio e l’odierno Corso Goffredo Mameli – demolita nel 1874; la “Porta Aquilonare” o di “Sant’Antonio” – sita vicino all’omonimo ospedale, il quale diverrà in seguito la sede odierna del municipio – che verrà abbattuta nel giugno del 1702 per iniziativa dei protettori dell’ospedale; la “Porta di Pozzarello” o “del Molinello” – situata nella parte finale di Via Venezia (l’antica Rolecca) con l’argine del torrente San Francesco – demolita secondo una memoria storica del Cav. Stefano Cuneo nel 1810; la “Porta Orientale” o “di San Francesco” – nella parte a levante nei pressi della foce del torrente omonimo – demolita nel 1821 per l’ampliamento della strada per Zoagli – Chiavari.

L’unica porta del borgo storico ad oggi sopravvissuta alle necessarie demolizioni è la “Porta delle Saline”. Essa si affacciava sulle saline rapallesi, monopolio della famiglia genovese Doria, racchiudendo a ponente l’accesso. Nei secoli abbellita con le tipiche colorazioni in stile genovese e con la raffigurazione pittorica del quadretto bizantino donato, secondo la leggenda, dalla Madonna nell’apparizione mariana del 2 luglio 1557, ancora oggi divide il lungomare dal centro storico.

Il controllo del borgo si basò nei secoli soprattutto con l’uso delle numerose torri sparse lungo le colline antistanti Rapallo. Nel territorio rapallese delle tante erette nei secoli precedenti solo quattro sono sopravvissute a crolli o demolizioni necessari. Si possono citare la: Torre dei Fieschi, Torre Baratta e la Torre dei Morello.

Rapallo è il luogo ideale dove passare la Pasqua o un week end di primavera in questo periodo bellissimo dell’anno. Hotel di ogni genere, agriturismo e bed & breakfast al servizio dl turista.

Rapallo vi aspetta numerosi.


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