Senigallia è una città di 44.188 abitanti (2007) in provincia di Ancona; è il secondo comune della provincia per popolazione, dopo il capoluogo.
È una delle principali località turistiche delle Marche, richiamando visitatori da ogni parte d’Italia e d’Europa, anche grazie alla famosa spiaggia di velluto. Dal 1997 Senigallia si fregia ininterrottamente della Bandiera Blu, il riconoscimento che la FEE (Foundation for Environmental Education) rilascia alle località che garantiscono qualità delle acque di balneazione, attenzione alla gestione ambientale, informazione all’utente, servizi e sicurezza in spiaggia.

La cosa bella di Senigallia è che non ha bisogno di puntare su di un solo elemento per essere ricordata e per accaparrarsi una solida fetta di mercato.
E’ come una pietanza così ricca e nutriente che sarebbe impossibile ricondurre ad un solo ingrediente principale.
Certo, si potrebbe parlare della bellezza del suo litorale , della sua spiaggia accogliente e del suo mare pulito . Tuttavia fermarsi a questo dato significherebbe non rendere giustizia agli altri tratti del volto della nostra città, non meno attraenti e suggestivi.
Significherebbe dimenticare lo splendore delle nostre piazze e monumenti , la vocazione all’ accoglienza della nostra gente, la ricchezza dei musei , l’eccellenza della nostra tavola .
In una parola, vorrebbe dire non dare conto fino in fondo della qualità della vita all’ombra della Rotonda, che è invece uno degli aspetti salienti della vacanza “made in Senigallia”.
Ed allora se proprio dovessimo dare un consiglio ai turisti che sceglieranno la spiaggia di velluto come meta per le proprie vacanze, raccomanderemmo loro di non imporsi tempi troppo stringenti.
Perché la vacanza a Senigallia va assaporata lentamente, in compagnia delle persone più care e facendosi avvolgere dai suoi colori morbidi, come durante una passseggiata in riva al mare verso il tramonto. Ed allora sì che sarà davvero una vacanza da favola.

DA VISITARE

ROCCA ROVERESCA

Fulcro delle difese a mare, l’attuale edificio è il risultato della sovrapposizione di strutture difensive succedutesi nei secoli. Nella sua attuale configurazione fu voluta da Giovanni Della Rovere che utilizzò i grandi architetti di Federico da Montefeltro, Luciano Laurana e Baccio Pontelli.

PALAZZO DEL DUCA
Progettato per Guidubaldo II intorno alla metà del secolo XVI da Girolamo e Bartolomeo Genga, il palazzo è impreziosito al suo interno dallo splendido soffitto a cassettoni dipinto da Taddeo Zuccari.

PIAZZA ROMA
Vi prospetta il seicentesco Palazzo del Governo. La Piazza è arricchita dalla fontana del Nettuno, familiarmente chiamata dai senigalliesi Monco in piazza.

FORO ANNONARIO
Armoniosa struttura neoclassica in laterizio a pianta circolare, il Foro Annonario è stato costruito nel 1834 su disegno dell’architetto Pietro Ghinelli. Sede storica del mercato cittadino, il Foro diventa d’estate il suggestivo scenario di spettacoli e concerti.

CHIESA DELLA CROCE
La chiesa si presenta all’esterno con sobri caratteri di stile tardo rinascimentale, in contrasto con lo sfarzoso interno barocco. Visitandola si può ammirare la celebre Deposizione di Federico Barocci.

ROTONDA A MARE
La Rotonda a mare è il simbolo turistico della città sin dal 1933, anno della sua apertura. Suggestivo ritrovo dei villeggianti d’elite durante la stagione balneare, è stata restituita ai suoi antichi splendori nel luglio 2006. Con la sua originale forma “a conchiglia”, è un magico luogo d’incontro di impareggiabile qualità scenografica.

A Pasqua esce la particolarità di Senigallia, la gastronomia di alta qualità, tradizione e gusto.
Senigallia, città di mare , trova le sue radici gastronomiche nel pescato quotidiano dell’Adriatico: alici, sardine, sgombri, suri, triglie, moscardini, seppie, sogliole, pannocchie, cefali, vongole, cozze. La grigliata e il fritto misto dell’Adriatico sono i due piatti di tradizione marinara sempre presenti sulla tavola senigalliese. La grigliata deve essere rigorosamente “sa la mollica”, ovverosia con pane grattugiato insaporito con aglio e prezzemolo fresco. Nel fritto misto non possono mai mancare le zanchette, i guattoli, la parazzola. Suntuoso e ormai abbastanza raro da trovare il brodetto senigalliese . La vera ricetta dei “portolotti” prevede l’utilizzo di 13 diversi tipi di pesce, lentamente cucinati con soffritto di cipolla, pomodoro (meglio il concentrato di pomodoro), aceto. Il brodetto è ormai presente in pochi ristoranti e, comunque, sempre su prenotazione.
Sia la grigliata che il fritto misto dell’Adriatico non possono che non essere accompagnati dai “bianchi” delle colline prospicienti Senigallia: il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Bianchello del Metauro .
Saporita e naturale la “cucina di terra”
. Tra i piatti della tradizione contadina, in estate è una vera sorpresa scoprire l’ oca arrosto e, per il pranzo di Natale, la salsiccia matta , ormai prodotta su ordinazione solamente da alcune macellerie del centro storico. A Senigallia è possibile apprezzare anche una gustosissima porchetta lentamente cotta al forno a legna e insaporita con finocchio selvatico.
Per la porchetta si raccomanda un buon bicchiere di Lacrima di Morro d’Alba , il rosso delle nostre colline, mentre per gli arrosti di carne il vino consigliato è il Rosso Conero , un prezioso Montepulciano impregnato con la salsedine dell’Adriatico.
E’ tipica della tradizione senigalliese la pizza con il formaggio che, in passato, veniva preparata per le festività pasquali. E’ il trionfo del formaggio pecorino: grattugiato quello secco, a pezzetti quello fresco.
Il dolce della tradizione, a tavola, è il ciambellone . A Natale è abitudine accompagnare questo dolce con il vino di visciole , una bevanda dolce preparata con visciole macerate in zucchero e vino rosso (generalmente Sangiovese). Durante il periodo della vendemmia tutti i forni della città preparano le ciambelle con il mosto , profumate all’anice.
Senigallia ha anche una lunga tradizione olearia. Le colline prospicienti il mare sono infatti particolarmente vocate per la coltivazione dell’ulivo, da cui si ricava un apprezzatissimo olio monovarietale Raggia proposto da diversi piccoli produttori locali.
Negli ultimi anni si è dato avvio ad un importante progetto di valorizzazione del salame di Frattula , un prodotto di filiera con un rigido disciplinare che prevede esclusivamente l’utilizzo di suini allevati all’aperto su una ristretta area a nord della provincia di Ancona, comprendente anche una porzione del comune di Senigallia (Scapezzano e Roncitelli).
Senigallia riserva un’attenzione particolare anche alla filiera del pane, dalla semina fino alla sua produzione e commercializzazione. Il “ Pangallo ” è una importante esperienza di valorizzazione della filiera locale. Prodotto con grani coltivati a Senigallia e in Comuni limitrofi e lavorato in molini a pietra ancora attivi nel nostro territorio, il “Pangallo” viene prodotto artigianalmente da fornai di Senigallia e distribuito in diversi punti vendita della città. Un esempio virtuoso che premia il lavoro svolto da quanti hanno creduto su “ Pane Nostrum ”, la più importante manifestazione italiana di valorizzazione del pane che si svolge – ogni anno – nel terzo week-end di settembre.
Da oltre venti anni opera a Senigallia la cooperativa “ La Terra e Cielo ”, una delle più importanti realtà nazionali nel settore dell’agricoltura biologica. Sono famose anche all’estero le premiatissime paste realizzate con il grano duro a coltivazione biologica delle colline senigalliesi.

Pasqua a Senigallia ha un significato particolare: dona sapore, divertimnento, arte, tradizione, relax e molto altro ad ogni turista che si vuole affacciare a questa bellissima realtà di mare.

Gli hotel di Senigallia, con bellissimi centri benessere vi aspettano.


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